Classe ’98, metà siciliano e metà polacco, nella vita è consulente informatico. Ma appena può parte. Non per scappare, ma per mettersi in gioco.
Per lui viaggiare significa uscire da ciò che è familiare e lasciarsi cambiare da ciò che incontra. Non cerca itinerari perfetti, ma esperienze autentiche: quelle che non puoi controllare, che ti sorprendono e che ti costringono a vedere il mondo in modo diverso.
Ama entrare in contatto con le culture locali, condividere tempo e storie con le persone, adattarsi a contesti nuovi. Perché è proprio lì, lontano da ciò che conosce, che si sente davvero presente.
Non colleziona luoghi, ma momenti. Quelli che ti mettono alla prova, che ti fanno crescere e che, anche a distanza di tempo, continuano a farsi sentire.
Perché alla fine, viaggiare non è solo dove vai ma è ciò che ti rimane dentro.